Partiamo con la fase progettuale: dopo l’analisi del traffico e la valutazione delle caratteristiche fisiche e geometriche del nostro tronco stradale, andiamo a progettare il nostro percorso dal punto di vista planimetrico.

Iniziamo con scaricare le planimetrie assegnate e analizzare il terreno dove insisterà il tronco stradale.

Ad ogni studente è stata assegnata una porzione di dimensioni A3 di un foglio della Carta Tecnica Regionale (scala 1:2000) delle zone collinari circostanti Firenze. Sulla carta sono segnati due punti di inizio e fine del percorso.

Per prima cosa deve essere analizzata la zona, l’ubicazione, gli elementi che la contraddistinguono, le infrastrutture esistenti (edifici, strade, corsi d’acqua, coltivazioni….) ma sopratutto le caratteristiche altimetriche mediante le isoipse, se il terreno sale o scende, se ci sono zone a maggiore pendenza (isoipse più ravvicinate), se ci sono valli e corsi d’acqua.

Ricordiamo che le curve di livello hanno un equidistanza (cioè un dislivello tra l’una e l’altra) pari a un millesimo della scala della carta: nel nostro caso quindi 2 mt. Le isoipse in magenta rappresentano quote multiple di 10. Possiamo aiutarci a capire le quote della zona mediante l’indicazione dei punti isolati.

Successivamente calcoliamo le quote dei nostri punti di partenza e arrivo.

Dopodichè iniziamo a progettare il percorso, partendo dal TRACCIOLINO.

Il TRACCIOLINO è una spezzata con lati relativamente brevi che uniscono punti appartenenti a curve di livello l’una successiva all’altra con tratti a pendenza costante. Tale pendenza è stabilita a priori in base alla tipologia di strada da progettare: nel nostro caso, essendo un tronco di tipo F, la pendenza massima usata sarà del 7%.

Dato però che le fasi seguenti provocheranno un probabile aumento delle pendenze di circa l’1%-2%, a vantaggio di sicurezza la progettazione del tracciolino verrà fatta riducendo la pendenza massima del 20% della stessa. Per tale ragione in questa fase useremo una pendenza del 5%-5,5%.

Detto questo, se dobbiamo rispettare tale pendenza e passare da una curva di livello all’altra superando l’equidistanza (il dislivello) di 2,00 mt, la lunghezza di ogni lato della spezzata dovrà essere pari a:

Lunghezza dei lati = Equidistanza / (pendenza max – 20%p) = 2,00 / 5% = 40 mt

Per cominciare usiamo una pendenza del 5%; se non è possibile concludere il tracciolino aumenteremo l’inclinazione fino al 5,5% di pendenza.

Quindi la prima operazione sarà disegnare (a mano sul foglio in scala 1:2000 o sul dwg in scala reale) delle circonferenze di raggio pari a quello calcolato sopra per tracciare una spezzata che ci permetta di passare da una curva di livello all’altra tenendo conto che:

  1. I lati della spezzata possono essere più lunghi ma mai più corti della lunghezza calcolata, poichè in questo modo la pendenza sarà  minore di quella di calcolo;
  2. Per brevi tratti è consentito muoversi sulla medesima curva di livello poichè sono tratti a pendenza zero. Si precisa che devono essere brevi tratti perchè se manteniamo pendenza zero per tratti lunghi, per superare il dislivello totale avremo tratti a pendenza elevata;
  3. Evitare tracciolini a zig-zag;
  4. I lati della spezzata non devono intersecare alcuna isoipse;
  5. Evitare tracciolini con angoli interni della spezzata troppo stretti;
  6. Evitare di fare sali-scendi continuativamente.

E’ quindi richiesto agli studenti di progettare circa 4 tracciolini con pendenze diverse (5%, 4%, in andata e in ritorno) per poi stabilire quale sia il migliore e procedere con le fasi seguenti.

Al link sottostante il tutorial video